Fotovoltaico: Come staccarsi dalla rete e non pagare le bollette

Fotovoltaico: Come staccarsi dalla rete e non pagare le bollette
Green
06/04/2021 - scritto da Staff
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In principio c'era il tetto solare, un tetto ricoperto di pannelli fotovoltaici, normalmente con impianti da 3 a 4.5 kwp, che produceva energia, la reimmetteva in rete e consentiva di scalare o azzerare le bollette, con la controindicazione, però, di dover comunque pagare gli oneri relativi agli allacci oltre a tutte le imposte che affossano le bollette italiane.
 
La soluzione? Nei prossimi anni, stoccheremo l'energia in casa per utilizzarla quando serve.
 
Parliamo di accumulatori, grandi batterie in grado di stoccare l'energia prodotta dagli impianti ad energia rinnovabile, per poter disporre di questa energia durante tutto il giorno e con qualunque condizione atmosferica.
 
Un mercato destinato a fare il boom nei prossimi anni, visto che entro il 2017, si stima che gli accumulatori domestici, avranno una capacità di carica da ben 6 GW contro gli attuali 2,5.
 
Non solo energia rinnovabile, ma anche differenziale di prezzo: sarebbe infatti possibile stoccare l'energia la notte, quando il costo dell'energia elettrica è decisamente inferiore, per poi utilizzarla durante il giorno.
 
Il freno attuale della diffusione degli accumulatori è il costo piuttosto elevato, oltre al fatto che, anche per pochi kwh, sono necessarie batterie piuttosto ingombranti.
 
In Germania è già partita la corsa agli accumulatori, grazie agli incentivi statali, che rendono questo impianti meno costosi.
 
La possibilità di staccarsi dalla rete elettrica nazionale, avrebbe dei grossi vantaggi in termini di costi e risparmi. Si cancellano tutte le spese relative agli approvigionamenti, la tariffa di trasmissione, l'iva sulla bolletta elettrica e tutte le accise nazionali e locali.
 
Se prendiamo di riferimento una bolletta di una famiglia di 3 persone, vediamo che quasi il 50% del costo bolletta è riferito a componenti non elettriche: di fatto, il costo della sola energia non supera il 50% del totale della bolletta.
 
Accumulatore domestico, schema di funzionamento
Con un tetto solare e un buon accumulatore, sarebbe possibile staccarsi dalla rete diventando off grid, con un risparmio e una convenienza del tetto decisamente superiore.
 
Accumulatore domestico
Fonte: Giuliobarbieri Spa
 
Cosa c'è in commercio
 
In commercio, per la categoria accumulatori domestici, troviamo diverse proposte, tra accumulatori al piombo, poco costosi ma ingombranti, e gli accumulatori al litio, più costosi ma più compatti.
 
Panasonic presenta un sistema da 1,35 kwh di capacità basandosi su una serie di batterie al litio. Il sistema ha un ciclo di vita accettabile di circa 5000 cicli di carica e scarica, oltre i quali la potenza tende a ridursi sotto l'80% della capacità nominale.
 
Per vivere in autosufficienza, dobbiamo però rivolgerci agli impianti di tipo industriale, come la linea Power Island realizzata dalla ditta italiana Giulio Barbieri Spa, specializzata in sistemi solari. (Vai al sito)
 
Sono cabine elettriche di accumulo, dalle dimensioni di circa 2 metri per 2, con una capacità di accumulo da 33 a 56 kwh, abbastanza per potersi staccare dalla rete elettrica.
 
Il prezzo? A grandi linee quanto quello di un impianto fotovoltaico.

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