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Affrontare il mercato virtuale

18/06/03 | Pubblicato in Web.


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Per poter avere successo in un terreno cosi nuovo, dinamico che si plasma attimo per attimo senza seguire alcuno schema prestabilito, sono necessarie esperienze e competenze consolidate nel nuovo mercato che in parte si discostano dalle regole tradizionali, ma ne conservano comunque il fondamento.

Se nel commercio tradizionale abbiamo a che fare con 1, 5, 100 concorrenti a seconda della nostra collocazione geografica, nel mercato globale dovremo scontrarci e monitorare centinaia di possibili concorrenti sia di base nel nostro paese che di base all'estero.

Questo non vuol dire, però, iniziare a combattere una guerra già persa. Grazie ad uno dei vantaggi della rete, ovvero l'indefinito espandersi dei confini "geografici", ogni operatore è in grado di potersi ritagliare un suo spazio vitale o, se vogliamo, una propria nicchia.

Difficilmente troveremo un cliente che conosce l'intera offerta per quel determinato prodotto o servizio, vista l'elevata possibilità di offerta, e proprio questa assimetria informativa ci permette di acquisire la nostra fetta di mercato, senza invadere nemmeno più di tanto lo spazio "vitale" altrui.
Questo è il principale motivo di cosi tanta differenza di prezzi che si rilevano on line (anche del 50% a seconda del settore merceologico).

Tornando al concreto, il primo pensiero va sicuramente alla progettazione, perchè spesso ci si convince che l'avere un sito on line sia la conclusione di un qualcosa, mentre, come sappiamo bene e come ha dimostrato la storia degli ultimi 3 anni, un sito internet rappresenta solo il primo passo, ovvero il requisito minimo.

La soluzione più immediata, è quella di trattare un sito internet al pari di un azienda off line: strategia, quindi il progetto ed infine l'esecuzione mediante le tecnologie e gli strumenti più consoni al nostro obiettivo.

Una soluzione chiavi in mano in un mercato tutt'altro che standardizzato, rappresenta a mio avviso il primo punto di debolezza dell'intero progetto, anche se generalmente di gran lunga più economico e accessibile a tutte le categorie di operatori economici.

C'è inoltre da considerare che operare in rete vuol dire investire tra le due cose più preziose e quindi meno disponibili, ovvero il tempo e le risorse umane.
E' vero che i processi automatici ci fanno risparmiare tempo e denaro, ma per certi aspetti e in determinati ambiti "gli umani lo fanno meglio (Citazione dmoz.org)".

Concludendo, se investire in internet vi sembra troppo "volatile", è meglio partire con investimento modulari e flessibili, ricordando sempre di mantenere quel margine utile per poter in qualsiasi momento, fare un "upgrade" del proprio status virtuale o risolvere i classici imprevisti che si manifestano in progetti del genere.


Poi, viene il problema.

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