Tra le varie tematiche che saranno affrontate dagli esperti, dagli operatori logistici e dai rappresentanti delle istituzione nell’ambito delle 3 conferenze plenarie di SITL Italia in programma a Verona dal 24 al 26 Ottobre prossimo, quella della City Logistics, rappresenta un challenge di particolare importanza per la qualità della vita
quotidiana degli italiani che vivono nelle aree urbane.
Ce lo spiega l’Ing. Giorgio Spatti, che sta curando l’organizzazione delle conferenze plenarie che tratteranno anche di questo tema:
“Le problematiche della logistica e del trasporto merci nelle aree urbane e metropolitane stanno assumendo un rilievo crescente negli ultimi anni in quanto percepite dall’opinione pubblica come fattore che concorre grandemente alla congestione del traffico e all’inquinamento.
In realtà nelle aree urbane la quota di traffico merci rispetto al traffico totale non è particolarmente elevata. Ma i suoi effetti negativi in termini di inquinamento crescono con un fattore moltiplicativo in funzione del livello complessivo di congestione.
Al contempo, come dice il titolo, la distribuzione urbana costituisce l’”ultimo miglio” della catena logistica.
E qualsiasi tipo di riorganizzazione si voglia adottare,non può prescindere dall’esigenza/vincolo di mettere a disposizione dei clienti (siano essi imprese,2 industriali o commerciali, o consumatori finali) il prodotto richiesto nelle quantità e qualità desiderate, nei modi e tempi voluti, con i costi più bassi possibili.
E’ la nota teoria delle 6 Regole della Logistica, che assume infatti che:
1. la giusta quantità (the Right quantity)
2. della merce effettivamente richiesta (the Right object)
3. giunga alla destinazione definita ( the Right place)
4. nei tempi richiesti (the Right time)
5. secondo la qualità opportuna (the Right quality)
6. ad un prezzo equo (the Right price)
Tutto ciò per dire che dobbiamo abbattere congestione ed inquinamento riuscendo al contempo a garantire efficienza della distribuzione urbana e costi competitivi.
La situazione attuale (comune a tutte le città italiane) è descrivibile con un solo dato significativo: il numero dei viaggi per le consegne aumenta e l’indice di riempimento dei veicoli diminuisce.
Ciò significa più traffico, più congestione, più inquinamento e costi unitari crescenti.
L’effetto è poi moltiplicativo perché la congestione diminuisce la velocità commerciale dei veicoli e ciò produce ulteriore inquinamento, minore efficienza e la crescita del costo del trasporto.
Di conseguenza:
1. i problemi della distribuzione urbana possono essere affrontati solo nell’ambito
di politiche di contenimento complessivo del traffico veicolare;
2. l’insieme degli interventi e provvedimenti da adottare deve garantire per le
diverse filiere e categorie un innalzamento delle prestazioni del servizio,
ovviamente insieme al contenimento dell’incidenza del costo del trasporto sulle
attività).
I provvedimenti schematici non sono sufficienti, in quanto producono una serie infinita di deroghe che minano l’efficacia del provvedimento stesso. Si deve in realtà elaborare un sistema di interventi e provvedimenti coordinato e diversificato usando tre tipi di griglia: quella delle filiere ciascuna con le proprie specificità, quella delle tipologie commerciali e di servizio e quella delle dimensioni delle superfici di vendita.
La discussione ha finora evidenziato una serie di strumenti di intervento possibili,riguardanti sosta, utilizzo di veicoli, disciplina degli orari, tariffazioni, ecc. Tutti questi strumenti, una volta correlati a vincoli e condizioni che attengono agli obiettivi da perseguire, possono essere utilizzati sia in forma di incentivo che di disincentivo.
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