Orange Fiber, dalle arance alla fibra ecologica ed ecosostenibile

Una startup siciliana ha sviluppato una idea molto interessante collegata al settore delle arance, prodotto simbolo dell'isola che però non sta passando un bel periodo.

La Sicilia è il principale produttore di arance cosi come anche di scarti derivati: su un totale di 700 mila tonnellate di residuo in Italia, circa 400 mila sono generati in Sicilia.

Tra le produzioni siciliane troviamo anche le famose arance di Ribera, marchio DOP riconosciuto dall'Unione Europea con prodotto valorizzato anche a livello internazionale.

L'idea di riutilizzare bucce e scarti delle arance per farne tessuto è particolarmente interessante sotto tanti punti di vista.

In primo luogo, si da valore ad uno scarto che oggi viene disperso in maniera più o meno corretta tra impianti di compostaggio e discariche, spesso non molto legali.
Potrebbe divenire una possibile entrata supplementare per l'industria delle arance che potrebbe cosi racimolare qualcosa proprio dagli scarti stessi.

In secondo luogo, si crea una nuova risorsa che potrebbe creare indotto e posti di lavoro in un territorio purtroppo relativamente molto povero.

Il tessuto derivato dalle arance sarà ecosostenibile e totalmente green, visto che si usano scarti di lavorazioni di coltivazioni già esistenti, senza impattare nel mondo agricolo cosi come invece fanno per esempio la soia e gli altri olii vegetali da combustione.

L'idea di trasformare le bucce di arance in tessuto si è concretizzata grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano e il sistema di estrazione della cellulosa cosi come il tessuto ricavato sono stati brevettati.

Gli impianti di lavorazione delle arance che producono succo e olii derivati, producono uno scarto di materia prima pari all'incirca al 50% del peso totale. Uno scarto enorme che diventa spesso un peso economico e ambientale per la zona.
Oggi questi scarti vengono riutilizzati per farne mangime per suini o trasformatati in pectina addensante per il settore farmaceutico. Due derivati però costosi da elaborare e poco praticati soprattutto dagli impianti di taglia piccola e media.

Estrarre cellulosa dagli scarti potrebbe essere decisamente più profittevole. Oggi il processo parte dalla Sicilia per poi prendere la via marittima e approdare a Barcellona dove la cellulosa diventa tessuto per tornare poi in Italia.

Questo tessuto ecologico diventerà poi materia prima per realizzare capi di abbigliamento, facendo concorrenza ai tessuti realizzati con la cellulosa estratta dal legname, decisamente più impattante a livello ambientale.

L'ulteriore sviluppo di nanotecnologie permetterà inoltre di trasformare questo tessuto in qualcosa di ancora più prezioso, permettendo di rilasciare principi attivi al contatto con la pelle.