Edilizia: Ristrutturazioni e consolidamento contro il rischio idrogeologico

L'ultimo decennio è stato teatro di un aumento notevole dei casi di cedimento del terreno di fondazione degli edifici, non solo in Italia, ma in molte zone europee. Il fenomeno è per la gran parte dovuto ad una graduale ma rapida trasformazione delle condizioni climatiche: la Francia, ad esempio, ha dichiarato lo stato di calamità naturale per molte aree soggette a cedimenti del terreno a seguito di grave prolungata siccità; in Italia si stanno alternando periodi di siccità, come successe nel 2003, 2007 e 2011, a momenti di grave disagio dovuto a piogge torrenziali e alluvioni.

Ciò che principalmente genera alto rischio di cedimento delle fondazioni è proprio la presenza di acqua nel terreno, che provoca una ciclica variazione del volume dei terreni di fondazione, in particolare se argillosi: durante i periodi piovosi l'acqua gonfia il terreno, che va poi a restringersi e ad abbassarsi durante le fasi di siccità, con ovvie conseguenze sulla stabilità degli edifici sovrastanti.

Come fare ad indentificare i segnali di un possibile dissesto e della necessità di un consolidamento delle fondazioni?

Esaminando le mura dell'edificio: la comparsa di crepe, fessure, dislivelli in muri, pilastri o pavimenti è un chiaro segnale di murature instabili e quindi di un molto probabile cedimento delle fondazioni.

Questi segnali non vanno mai sottovalutati: bastano, infatti, anche piccole variazioni delle caratteristiche morfologiche del terreno per determinare un dissesto al costruito che, se tralasciato, può portare anche al crollo.

Per riconoscere se una crepa nasconda la necessità di un consolidamento delle fondazioni, bisogna valutarne la posizione e la tipologia. Una crepa a forma di arco che si estenda per tutto il muro, così come una crepa che compaia sotto tutta una parete portante verticale, segnala chiaramente un cedimento delle fondamenta piuttosto grave. Se il cedimento riguarda invece solo una parte delle fondamenta, si potranno notare delle fessure verticali o inclinate sul muro interessato dal cedimento.

Le crepe orizzontali indicano un peso eccessivo del tetto sulla struttura. Le più pericolose rimangono comunque le crepe incrociate, soprattutto se molto diffuse sulla facciata dell'edificio; quest'ultimo caso si verifica più frequentemente dopo un terremoto.

Il consolidamento delle fondamenta rappresenta il rimedio più immediato ed efficace per prevenire il rischio di crolli. Infatti, oltre ad alleggerire la struttura, è opportuno eseguire degli interventi di rafforzamento del terreno sottostante, inserendovi una rete di palificazioni d'acciaio oppure iniettandovi speciali resine che lo compattino e lo rendano più resistente.

Quest'ultima è la tecnica di consolidamento fondazioni più utilizzata negli ultimi anni e la più sicura. Il lavoro avviene effettuando dei fori attorno alla casa in cui sarà inserita la resina, che a contatto col terreno si espanderà e addenserà così da risollevare l'edificio e proteggerlo da futuri dissesti del terreno.