La società Campobase, con sede a Vicenza, lavora per conto delle aziende spaziali europee e italiane nel campo aereospaziale. La società vicentina, ovviamente, non vende spazi pubblicitari su Marte, nè promette di aprire nuovi mercati o catene di Franchising fra i venusiani, sospettati di essere ancora saldamento no global. E non organizza nemmeno viaggi fra le stelle per turisti snob. La commercializzazione dello spazio non è poi cosi strana, come dimostrato dai satelliti geostazionari, finanziati praticamente dai privati.
Ma entrando nel concreto, la prima mossa di advertising spaziale riguarderà le tute degli astronauti: sulla base delle tute dei piloti di formula Uno, anche le tute spaziali saranno "addobbate" con sponsor di vario genere. E' infatti impossibile, vista la situazione mondiale, continuare con le missioni interplanetarie senza l'appoggio di fondi e risorse provenienti dal privato.
Il primo servizio, però, sarà probabilmente lo "space tested", ovvero un prodotto, su incarico della stessa azienda produttrice, sarà testato nello spazio potendo cosi avvalersi, in caso di esito positivo, del marchio di qualità spaziale. E se funziona bene nello spazio, funzionerà benissimo sulla terra.
Intanto, per il 2009, è atteso il primo pullman con destinazione Iss (stazione spaziale internazionale), accessibile anche a chi non dispone di conti a 6 zeri, visto che secondo ricerche, almeno un milione di persone sarebbe disposta a pagare 15.000 euro per una crociera interplanetaria.
E c'è da scommetterci che la Iss sarà il laboratorio spaziale internazionale più visitato nell'universo conosciuto all'uomo. Occasione anche per le aziende di regalare un viaggio premio davvero esclusivo. Articolo tratto da "Il Corriere del Veneto" di Elisabetta Rosaspina
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