Lavoro, ognuno ha il suo tempo


L'orario lavorativo classico non dà spazio alla creatività. Un'indagine effettuata in Gran Bretagna dalla Dynamic Markets per la industria hi-tech Corel, ha rivelato che le persone si sentono soffocate lavorando le otto ore standard.

Le buone idee non si possono sempre pretendere all'orario di ufficio e spremere non serve a niente, non garantisce che il risultato sia il migliore possibile. Sembra infatti che vi siano fasce orarie di maggiore energia e creatività che cambiano in base all'età: il 44% dei lavoratori anziani fra 55 e 64 anni è più efficiente nelle prime ore della mattinata, mentre nello stesso arco di tempo si sente reattivo solo il 16% dei worker fra i 16 e i 24 anni. Quasi la metà dei più giovani deve arrivare alle prime ore della sera per essere davvero in forma e ottenere le migliori performance lavorative.

Quindi è inutile chiamare a raccolta i propri impiegati o collaboratori e pretendere l'idea giusta, se non è il momento giusto. I tanto di moda brainstorming - ovvero le riunioni creative in cui ogni dipendente deve dimostrare di essere geniale - non servono a niente, se l'ora è inappropriata. Lo stesso vice presidente esecutivo della Corel dichiara che i datori di lavoro dovrebbero studiare la possibilità di strutturare la giornata lavorativa in base ai tempi in cui ogni persona svolge più efficacemente il suo compito, altrimenti non otterranno mai il meglio e il massimo.

I risultati britannici si dichiarano la conferma degli studi dei cronobiologisti, ovvero di quegli scienziati che analizzano i nostri ritmi e cicli vitali per garantirci benessere e lunga vita. E nel dubbio che i nostri orologi biologici cadano nelle mani di imprenditori senza scrupoli, consola sapere che mal che vada alle 2 del mattino non saremo mai a lavoro, visto che questo è il momento nel quale si riscontra la più alta variazione del magnetismo terrestre e quindi, secondo la cronobiologia, il momento peggiore per fare qualsiasi cosa.