Rifiuti Elettronici, in vigore normativa Ue

Da oggi entra in vigore la nuova normativa Ue sui rifiuti elettronici.
 
La roadmap sarà lunga e complessa e prevede entro il 2014 l'obbigo per i paes UE a recepire la direttiva, arrivare al 45% di raccolta entro il 2016, 65%  entro il 2019 e 85% entro il 2020, pari a circa 10 milioni di T.
 
I rifiuti elettronici, oggi grande fonte di materie prime, rappresentano una grande opportunità che non deve assolutamente finire in discarica, visto che molti elementi come piombo e cadmio, sono decisamente inquinanti.
 
 
Oggi, in Europa, la media è di 4 kg di rifiuti RAee procapite, per un totale di 2 milioni di tonnellate recuperate, a fronte di circa 10 milioni immesse nel mercato ogni anno.
 
Una enorme miniera nelle nostre città se pensiamo che una sola tonnellata di cellulari senza batteria contiene la bellezza di 130 kg di rame,  3,5 kg argento, 340 g di oro e 140 g di Palladio.
 
 
Secondo i dati forniti dal consorzio Ecodom, che nel 2011 ha raccolto 86.711 tonnellate di rifiuti tra lavatrici, frigo e lavastoviglie, è stato possibile recuperare ferro per 56.250 tonnellate (64%), 6992 tonnellate di plastica (8%), 2065 (2.38%) e 1596 (1.84%) di alluminio e rame per un totale di 74.727 tonnellate effettivamente recuperate e reimmesse nel ciclo produttivo, pari all'86% di recupero.
 
Lo scarto diventa poi energia, grazie all'utilizzo di impianti di cogenerazione in grado di fornire energia elettrica e acqua calda.
 
I dati per il 2011 dal sistema di recupero RAE in Italia indicano un totale di 260.090 tonnellate, (153.305 nel 2010 e 117.089 nel 2009)